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Poche settimane fa, la notizia dell’orrendo ritrovamento di un topo morto cucito in un giubbino di Zara ha fatto il giro del mondo. Non è la prima volta che Zara, una delle firme low cost del colosso spagnolo di abbigliamento Inditex è sotto accusa per scandali  o ambientali, o di presunto sfruttamento di personale anche minore ad Oriente del mondo, o di presunto impiego di peli animali, o altri scandali più o meno ricorrenti nell’industria di moda di oggi, specie se a basso costo e fast fashion.

Zara punta sul riciclo solidale di abiti usati dei propri clienti

Il colosso di moda a basso costo decide così di salvaguardare la propria immagine agli occhi del mondo, soprattutto viste le tendenze che vogliono un consumatore sempre più consapevole, e strategicamente prende la decisione di puntare il tutto per tutto sulla solidarietà e il riciclo.

Zara ritira gli abiti usati per donarli ad associazioni solidali

Come? Da alcuni mesi, in Spagna, Irlanda, Cina, e Portogallo, i negozi di Zara hanno una sezione apposita per la raccolta di indumenti usati, da donare ad associazioni umanitarie locali. Da Elle. es scopriamo oggi che l’azienda spagnola da pochi giorni facilita anche la raccolta di abiti dallo shop online e ad ogni ordine effettuato virtualmente, si può decidere di fare pulizia dell’armadio, dagli abiti (di Zara) in buone condizioni ma che non si usano più, e donarli per buona causa (il trasporto è sempre gratuito).

In Spagna, cosa recente quindi, nel negozio di Zara online, ogni volta che si effettua un ordine si può richiedere un pick-up gratuito dei vestiti usati.

Tutti gli indumenti raccolti attraverso i contenitori  nei negozi fisici e quelli ritirati a casa sono donati direttamente alla Caritas, Croce Rossa, Oxfam e CEPF, dopo uno smistamento di ciascuno dei capi per la destinazione più appropriata. L’iniziativa solidale arriverà anche in Italia? Cosa ne pensate di quest’idea?

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